Le restrizioni e la presenza

da | 29 Luglio 2021

Libertà è essere fedeli a sé stessi, alla parte più pura e intatta di noi, ciò che è oltre lo spazio tempo. Stamattina mi sono svegliato con un piacevole senso di impellenza, la consapevolezza che non ci sia tempo da perdere.

L’emergenza, l’imprevisto e la morte sono situazioni ove il ricordo dell’impermanenza si fa vivo e tangibile (memento mori), questo stato interiore è molto prezioso per chi lavora su di sé e va coltivato, tenuto appresso.

Quindi pur cogliendo l’ingiustizia sociale dilagante colgo l’Amore Divino e la Bellezza in ciò che accade: queste restrizioni sono un monito “ non tornare a dormire! , coltiva in te il senso di necessità, l’impellenza di chi tempo non ne ha. Sciogli sospesi, non rimandare, sii presente!

Brucia le chiacchiere di questi piccoli io lamentosi sull’altare dell’impermanenza, falli ardere con il fuoco nel cuore.

Cosa rimane di rabbia e frustrazione, senso di ingiustizia, quando non vedo più quanto accade come “sbagliato” ? si trasformano alchemicamente in sostanze più nobili, forze che posso utilizzare dal mio Centro. E’ vero che siamo in guerra ma nulla di sbagliato può accadere, utilizza l’impermanenza per andare dentro.

Chiunque lavori su di sé, ma anche tutti gli altri, magari in misura minore, sono portati a porsi la domanda : COSA HA DAVVERO VALORE? PER COSA VALE LA PENA VIVERE?

Un esercizio che Gurdjieff dava ai propri allievi era quello di crearsi situazioni di piccola sofferenza volontaria, specialmente a livello corporeo, per non cadere nell’abitudine, nella meccanicità (fisica, emotiva e mentale) e alimentare così lo sforzo di esserci, un richiamo alla presenza.
Ora siamo immersi in un periodo dove la scomodità si presenta a popoli che si erano fin troppo adagiati in un’idea materialistica di benessere e tutti noi viviamo un’ accelerazione evolutiva, anche chi si mette la mascherina in macchina da solo (ebbene si anche loro).

Non si tratta di non opporsi all’ingiustizia o non combattere, anzi! E’ importante realizzare il teatro di guerra nel quale ci troviamo, ciononostante non reputare sbagliato qualcosa, non lasciare che la mente duale prenda il sopravvento e ci impedisca di aprirci a vedere la Bellezza e la Giustizia Divina in quanto accade.

Queste nuove restrizioni sono la carezza divina che ci sospinge ad andare dentro di noi, perché quanto abbiamo vie d’uscita orizzontali troppo spesso la verticalità è sopita.
APORIA.

Vedere il presidente del consiglio mentire spudoratamente è stato meraviglioso, commovente. Mi ha messo di fronte all’evidenza che Loro sanno benissimo di essere in guerra, e che stanno giocando il tutto per tutto. Nemmeno uno dei pennivendoli giornalisti ha fiatato, atterriti dalla sua potente energia personale, oltre che leccapiedi senza spina dorsale. Ho ammirato quell’uomo ( uomo?), la sua forza, la focalizzazione verso l’obbiettivo. So di aver assistito ad un capolavoro di manipolazione, ciononostante posso ammirarne la Bellezza. Inoltre osservo come le categorie che verranno inevitabilmente colpite economicamente dalle nuove restrizioni sono sempre le stesse: Ristorazione, cultura e aggregazione, sport. Sono proprio le stesse categorie che si vuole riformare in direzione di alienazione e isolamento, quindi il fatto che non ci sia una totale adesione alla tessera ma ci sia una reazione antitetica è anch’esso funzionale all’obbiettivo. Ragazzi questo è un capolavoro diabolico, e l’unico modo per non nutrirlo è non cadere in reazione, ovvero, ancora una volta, non giudicare sbagliato quanto accade, riconoscere la guerra e come si esprime innanzitutto dentro di noi, e sprofondare in noi stessi, rispondendo con cuore e sangue ( il tramite dell’azione) alla domanda sopracitata. Questo è l’unico modo per vincere la guerra, e si torna all’inizio del post: Libertà è essere fedeli a sé stessi.
Paolo Serioli

“Anche durante la battaglia potete ammirare i fiori. Ma l’umanità non se ne cura. Dite e ridite della Bellezza, anche fra le lacrime, fino alla meta.”
APPELLO, M.

Paolo Serioli

Musicista, costellatore, terapeuta e costruttore di strumenti musicali rituali. Il suo percorso attinge dalle tradizioni sciamaniche, dalla tradizione esoterica occidentale, la danza Sufi e l’esperienza musicale.

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